Slittamenti semantici e strategia comunicativa in uno spot di Greenpeace

Soltanto poche settimane fa si è accesa in rete un’interessante discussione relativa ad un commercial dell’associazione Forum Nucleare Italiano dal titolo “Tu che posizione hai?”. Alcuni soggetti avevano ravvisato in questo spot pubblicitario un carattere ingannevole e fuorviante, veicolato attraverso gli elementi plastici e figurativi tramite cui veniva articolato l’insieme dei valori mobilitati per caratterizzare i punti di vista favorevoli o contrari all’ipotesi nucleare.

In pratica l’opinione favorevole al nucleare veniva caratterizzata da una valorizzazione euforica veicolata dagli elementi cromatici (il bianco degli scacchi), sonori (la voce calda e rassicurante) e testuali (il richiamo alla mossa vincente). L’opinione contraria al nucleare veniva invece caratterizzata attraverso una valorizzazione disforica veicolata tramiti i medesimi elementi.

Proprio ieri, martedì 18 gennaio, Greenpeace Italia ha lanciato una campagna pubblicitaria in risposta a quella del Forum Nucleare Italiano, campagna dal titolo “Nucleare – Il problema senza la soluzione”.

Rispetto alla campagna pro-nucleare, nel video di Greenpeace non vi è la simulazione di un dibattito il cui risultato è, giocoforza, scontato, ma piuttosto una netta affermazione di contrarietà. È però interessante analizzare come questa contrarietà venga espressa nel gioco audiovisivo, che si dimostra essere alquanto sottile.

La voce fuori campo, calda e rassicurante, gioca con la retorica pro-nucleare introducendo argomenti apparentemente favorevoli per poi creare slittamenti semantici tramite il testo o le immagini. Ad esempio nella prima sequenza il testo recita: “sole, mare, vento, terra. Oggi il mondo intero cerca nuove risposte al bisogno di energia, ma l’Italia pensa di avere già una soluzione. È il nucleare, un energia che ha già dimostrato tutto il suo potenziale”. Mentre si fa accenno al “potenziale” proprio dell’energia nucleare scorrono le immagini del disastro di Chernobyl. L’affermazione viene dunque risemantizzata ed il potenziale dell’energia nucleare viene caratterizzato come un potenziale distruttivo e letale.

La strategia comunicativa dello spot si dimostra estremamente efficace perché non stabilisce una cornice (frame) discorsivo negativo – strategia del tutto inefficace, come la linguistica cognitiva ha dimostrato ampiamente – ma tramite affermazioni positive e grazie ad un montaggio asincrono (in cui testo ed immagine divergono senza duplicarsi l’una con l’altra) riesce a mostrare “l’altra faccia della medaglia”.

 

3 Risposte to “Slittamenti semantici e strategia comunicativa in uno spot di Greenpeace”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by La rotta per Itaca, Flavio Pintarelli. Flavio Pintarelli said: Slittamenti semantici e strategia comunicativa in uno spot di Greenpeace: via @El_Pinta http://wp.me/pzOyI-4j [...]

  2. Analisi interessante.
    Aggiungerei che è proprio l’aspetto ironico-sarcastico dello spot di Greenpeace a renderlo tagliente e diretto all’obiettivo, rispetto a quello del forum nucleare, altrettanto di parte, ma “addolcito” da una patina posticcia di imparzialità e di politica del contraddittorio (che va tanto di moda oggi….)

  3. Si tratta proprio di questo. Lo spot pro-nucleare maschera con la metafora del dibattito (il botta e risposta) quella che è in realtà una sfida che presuppone vincitori e vinti. Mi ricorda il commento di Berlusconi quando gli chiesero se il risultato del voto che premiava l’Ulivo nel 2006 sarebbe potuto cambiare, la risposta fu “deve cambiare”.
    Ecco mi pare che siamo sulla medesima lunghezza d’onda…

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