Social media e sollevazioni popolari: uno sguardo d’insieme

Postati in Analisi, Appunti, Media con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , su 03/12/2011 da El_Pinta

di Flavio Pintarelli

Nel raccontare le sollevazioni che hanno infiammato e tutt’ora infiammano la sponda meridionale del Mediterraneo, i media hanno evidenziato l’importanza che il web 2.0 ed i social networks hanno avuto nel favorire la diffusione delle informazioni ed il ruolo cruciale della rete nel coordinare ed organizzare le azioni di protesta. Alcuni commentatori si sono spinti a parlare di Twitter Revolution o di Facebook Revolution. Non è la prima volta che i social media si guadagnano l’attenzione dei media tradizionali in occasione di proteste o sollevazioni popolari. Era già accaduto nel 2009 per le proteste contro il Partito Comunista in Moldova e contro i presunti brogli in Iran. In tutti questi casi si era già parlato di social media Revolutions. Continua a leggere…

Intensità luminose e cristalli di tempo: Black Swan di Darren Aronofsky

Postati in Appunti, Cinema, Recensioni con i tag , , , , , , , , , , , , , , , su 02/28/2011 da El_Pinta

di Flavio Pintarelli

Tra il cinema ed il tema del doppio vi è un rapporto privilegiato, che si potrebbe definire elettivo. Il cinema è, infatti, il mezzo con cui si può duplicare il mondo ed i suoi oggetti, per farli accedere alla dimensione della veggenza, che ci permette di vederli in maniera diversa e di scoprirne dimensioni altrimenti invisibili ad occhio nudo.

Affrontare il tema del doppio è, per un cineasta che voglia dirsi tale, un passaggio inevitabile nel proprio percorso professionale, perché il cinema è, lo si è visto, tecnica e tecnologia della produzione del doppio. Continua a leggere…

Decontaminare l’immaginario: appunti su una narrazione intossicante

Postati in Analisi, Appunti, Cinema, Media con i tag , , , , , , , , , , su 02/12/2011 da El_Pinta

Pubblicato su La rotta per Itaca

Vorrei riprendere in questo post alcune idee che avevo elaborato in calce ad una discussione su Giap, il blog di Wu Ming. Nel post, pubblicato pochi giorni prima del referendum di Mirafiori, veniva indicato come esempio di narrazione intossicante uno spot pubblicitario della FIAT.

Cosa si deve intendere con l’espressione narrazione intossicante? Secondo Wu Ming 2, che ne ha parlato in un articolo a proposito della diretta televisiva costruita intorno alla vicenda dei minatori cileni intrappolati nel pozzo di San José, sono due gli elementi che avvelenano una narrazione: l’incapacità di creare “mondi alternativi” capaci di “farci comprendere la realtà” da un punto di vista obliquo e la pretesa di mascherare, dietro un’apparenza di neutralità, imparzialità e trasparenza, il proprio punto di vista situato.

Ciò che si tenterà di fare qui è mostrare i meccanismi semiotici con cui viene costruita questa specifica narrazione intossicante ed esplicitare quale rapporto essa auspichi di costruire con lo spettatore. Perché, ed è questa l’ipotesi che verrà qui sostenuta, tale rapporto è caratteristico di ogni narrazione intossicante. Continua a leggere…

Slittamenti semantici e strategia comunicativa in uno spot di Greenpeace

Postati in Analisi, Media con i tag , , , , su 01/24/2011 da El_Pinta

Soltanto poche settimane fa si è accesa in rete un’interessante discussione relativa ad un commercial dell’associazione Forum Nucleare Italiano dal titolo “Tu che posizione hai?”. Alcuni soggetti avevano ravvisato in questo spot pubblicitario un carattere ingannevole e fuorviante, veicolato attraverso gli elementi plastici e figurativi tramite cui veniva articolato l’insieme dei valori mobilitati per caratterizzare i punti di vista favorevoli o contrari all’ipotesi nucleare. Continua a leggere…

Asphalt o dell’avvento del Soggetto senza Inconscio 3/3

Postati in Analisi, Appunti, Cinema con i tag , , , , , , su 01/12/2011 da El_Pinta

Per concludere vorrei fare una piccola digressione sul ruolo della paternità simbolica di cui Asphalt ci restituisce due figure straordinarie. Nel corso della vicenda il padre di Albert (interpretato dall’attore Albert  Steinrück) incarna prima il ruolo simbolico del “genitore comprensivo” e poi quello del “genitore severo”. Nel primo caso, quando Albert torna a casa dopo essere stato sedotto da Else, accorgendosi della  preoccupazione del figlio, il padre gli si avvicina e si sincera delle sue condizione.”Forse il lavoro di pattuglia è troppo pesante”, domanda premuroso il padre. Dopo aver ricevuto dal figlio rassicurazioni in proposito,  il padre offre a questi un sigaro, elemento fallico e virile per eccellenza, attributo proprio dei “veri uomini”. In questo momento i due personaggi vengono inquadrati insieme, non vi è separazione tra i piani ed anche  quando il decoupage alterna una campo ad un controcampo, i due personaggi vengono ripresi alla medesima altezza. La “paternità comprensiva” presuppone un rapporto orizzontale, da pari a pari.

Al contrario la “paternità severa” presuppone un rapporto gerarchico. È evidente nella scena in cui Albert confessa ai genitori il suo delitto. Mentre la madre lo abbraccia e ne accoglie il pianto, il padre, come folgorato,  si abbandona contro il muro ed indossa con grave lentezza l’uniforme. Qui la messa in scena marca una distanza tra i due. Vestito di tutto punto il padre intima al figlio di alzarsi e seguirlo al commissariato; la  macchina da presa inquadra la scena all’altezza del figlio abbracciato alla madre (posti sulla destra dello schermo), mentre il padre osserva la scena sulla sinistra. Non vi è più, tra questi e la macchina da presa, incrocio  di sguardi. Lo sguardo del padre guarda oltre, fisso nel vuoto. Egli è oramai l’incarnazione della Legge, ed il suo è lo sguardo imparziale di chi deve giudicare il prossimo per la sua condotta morale; “Mother, the law is  the law1, sentenzia il capopattuglia Holk, rivolgendosi alla moglie prima di trascinare il figlio davanti ai funzionari di polizia, per rendere la sua confessione.

Continua a leggere…

Asphalt o dell’avvento del soggetto senza Inconscio 2/3

Postati in Analisi, Appunti, Cinema con i tag , , , , , , su 01/10/2011 da El_Pinta

La vicenda prosegue mostrandoci la ladra in azione all’interno di una gioielleria. Seducendo il proprietario del negozio la donna riesce ad impossessarsi di una pietra preziosa, ma il figlio dell’anziano  gioielliere la sospetta e, dopo averla fermata, chiama la polizia. Il protagonista, che si trova per caso a passare in quei paraggi dopo aver terminato il turno, interviene nella discussione e, dopo che la  donna è stata smascherata, si fa carico di tradurla in carcere. Durante il tragitto la donna tenta di muovere il poliziotto a compassione raccontandogli di aver commesso il furto spinta dal bisogno e  riuscendo a convincerlo ad accompagnarla a casa per prendere alcuni documenti. Una volta giunti nell’appartamento la donna da inizia ad uno strano gioco di seduzione. Dapprima gioca la carta delle  lacrime, ma il poliziotto è inamovibile.

In questa prima fase la messa in scena colloca i due personaggi su piani diversi dell’immagine. Quando l’agente di polizia si avvicina al tavolino per versare un cordiale alla donna, che finge di stare  male, l’inquadratura in profondità di campo che ci restituisce la scena viene ripresa dal basso. Nella parte sinistra dello schermo si trova la donna, seduta su un divano, mentre nella parte destra  possiamo vedere gli stivali del giovane. Vi è una sproporzione tra le dimensioni delle due figure, capace di restituire la distanza che intercorre tra l’una e l’altro. L’inquadratura successiva mostra il  poliziotto versare il cordiale in un bicchiere, la macchina da presa è posta all’altezza della donna, che viene inquadrata interamente nella parte destra dello schermo, mentre sulla sinistra vediamo  soltanto una parte del corpo del ragazzo. Anche il campo-controcampo seguente porta una traccia di questa distanza tra i piani in cui i due protagonisti sono collocati. I piani che inquadrano l’agente sono ripresi dal basso mentre quelli che inquadrano la ladra dall’alto. In questo momento della vicenda i due personaggi esistono l’uno per l’altra su piani separati nella composizione dell’immagine. Continua a leggere…

Asphalt o dell’avvento del Soggetto senza Inconscio 1/3

Postati in Analisi, Appunti, Cinema con i tag , , , , , , , su 01/07/2011 da El_Pinta

Nella prima parte delle Note sul potere Pappone, intitolata Berlusconi non è il padre, Wu Ming 1 riflette sulla valenza simbolica assunta dall’attuale Presidente del Consiglio.  Piuttosto che  concentrarsi sul Berlusconi “in carne ed ossa”, lo scrittore invita a leggere il proprio testo tenendo sempre ben presente una precisa chiave di lettura, che è la  seguente:

Berlusconi” è una sineddoche, la parte-per-il-tutto. Userò “Berlusconi” nel senso del “berlusconismo”, tendenza sintomatica del capitalismo avanzato/avariato.

Berlusconi” è una metonimia, l’effetto-per-la-causa. Userò “Berlusconi” per indicare l’Italia attuale, il Paese che ha prodotto il personaggio.
[Sì, sono tra quanti considerano l'attuale premier  un prodotto, conseguenza di processi storici di lungo corso, non un satanico "battilocchio" sbucato chissà come da chissà dove.]

Berlusconi” è, soprattutto, una metafora: Berlusconi-come-padre. Metafora strutturata su una funzione nell’ordine simbolico. O meglio: “Berlusconi” indica la fine del ricorso a tale metafora (cioè:  Berlusconi non è il padre) in seguito alla scomparsa di quella funzione simbolica. “Berlusconi” è un vuoto circondato di vuoto, un buco nel grande buco lasciato dalla scomparsa dei genitori1.

Continua a leggere…

L’ipotesi è sempre la rivoluzione

Postati in Cinema, Eventi con i tag , su 11/30/2010 da El_Pinta

La notte, proverbialmente, porta consiglio. Ma le scorse notti, quella di venerdì e quella di ieri, ci hanno portato il lutto. Sono morti due maestri, uno era il cineasta cinico e dissacrante che ha piantato il suo sguardo dritto negli occhi dell’Italia mostruosa di ieri e di oggi, l’altro era il poeta militante e filosofo che non mai ha rinunciato all’idea di cambiare il mondo. Salutiamo oggi Mario Monicelli e Paolo Vinti. Perché ci si ricordi, che l’ipotesi è sempre la rivoluzione. Audio @wumingfoundation L\’ipotesi è sempre la rivoluzione

Sull’indifferenza delle immagini: note sul servizio adulterato del TG1

Postati in Analisi, Appunti, Media con i tag , , , , , , , su 11/25/2010 da El_Pinta

Nella giornata in cui in tutta Italia gli studenti che manifestano per bloccare l’approvazione del DDL Gelmini vengono caricati dalle forze dell’ordine con la consueta violenza, la rete rilancia un servizio del TG1 in cui, per raccontare gli avvenimenti legati a questa protesta, vengono usate immagini di repertorio appartenenti ad altri episodi analoghi. In particolare, per raccontare il tentativo di irruzione di alcune centinaia dii studenti romani dentro il parlamento, vengono usate immagini che si riferiscono alle manifestazioni di protesta dei terremotati abruzzesi di qualche mese fa. Continua a leggere…

Conversazioni sul cinema italiano: Federico Greco 2/2

Postati in Cinema, Interviste con i tag , , , , , su 11/21/2010 da El_Pinta

Seconda parte dell’intervista a Federico Greco.

Parte seconda: riflessioni sul cinema italiano e non solo

Negli ultimi anni rispetto al cinema italiano si è spesso parlato di una rinascita, credi che esista davvero una rinascita del cinema italiano, da intendersi come movimento coerente per temi o finalità estetiche? Credi che sia ancora possibile in generale un movimento cinematografico coerente, sullo stile del neorealismo o della nouvelle vague?

Continua a leggere…

Conversazioni sul cinema italiano: Federico Greco 1/2

Postati in Cinema, Interviste con i tag , , , , , , , , , , , , , su 11/16/2010 da El_Pinta

Inauguro qui una piccola serie di interviste dedicate al cinema italiano nei suoi aspetti economici, produttivi, estetici e narrativi. A rispondere alle mie domande per primo è stato Federico Greco, regista, sceneggiatore, direttore artistico. L’intervista è molto lunga e per questo è stata divisa in due parti. Il prossimo ospite di questa rubrica sarà il documentarista Vittorio Moroni.  Continua a leggere…

Che cos’è l’atto di creazione

Postati in Conferenze, Filosofia con i tag , , , , , su 11/15/2010 da El_Pinta

Che cos’è l’atto di creazione è il titolo di una conferenza che il filosofo Gilles Deleuze tenne davanti agli studenti della FEMIS (l’equivalente del nostro Centro Sperimentale di Cinametografia), ed ha avuto sulla mia formazione un peso specifico assai considerevole. Deleuze cerca di mostrare che le radici dell’attività creatrice sono comuni a tutte le discipline del sapere umano. Pittura, scienza, matematica e filosofia non sono altro che differenti gradi della creazione concettuale, l’attività che ci permette di negoziare il nostro rapporto con il mondo e la realtà che ci circonda. Continua a leggere…

Four Lions: pop holy war

Postati in Cinema, Recensioni con i tag , , , , , , su 11/05/2010 da El_Pinta

Omar è pakistano, vive in Inghilterra ed è musulmano. Omar lavora come guardiano notturno in un grande magazzino, è sposato ed ha un figlio, vive in una casa accogliente e non si fa mancare nulla. Omar è perfettamente integrato ed è laico. Ciononostante Omar è un jahadista, è il capo di una cellula terroristica, ed è risoluto a compiere un attentato.

Bastono poche righe per raccontare Four Lions, nerissma e grottesca commedia inglese del regista Chris Morris. L’idea è dirompente, perché si basa sul rovesciamento dei luoghi comuni che la rappresentazione orientalista è solita associare al terrorismo islamico ed ai suoi adepti. Continua a leggere…

La Cultura e l’Evento

Postati in Opinioni con i tag , , su 11/01/2010 da El_Pinta

[Questo è un articolo scritto da me e apparso sul blog Precariementi]

Tra le opportunità lavorative che vengono prospettate dalle brochure illustrative dei corsi di laurea in Beni Culturali, Storico Artistici, o dello Spettacolo, vi sono, molto spesso nelle prime righe della sezione corrispondente, quelle relative al settore pubblico della cultura: musei, archivi, cineteche, audioteche ed altri luoghi similmente affascinanti per un giovane studente che vuole dedicare i suoi anni di formazione universitaria a questa particolare area degli studi umanistici.
L’aggettivo “pubblico” possiede nel nostro paese un’aura del tutto particolare, tanto in negativo – laddove evoca sprechi, disservizi, corruzione – tanto in positivo – laddove evoca, invece, stabilità, garanzie, protezione.
Ciò che il marketing universitario non racconta, o meglio, tace sono i profondi cambiamenti che hanno interessato il settore pubblico della cultura nel corso degli ultimi 25 anni. Cambiamenti che si inseriscono, non potrebbe essere altrimenti, nelle correnti che hanno trasformato la fisionomia sociale ed economica delle nostre società nel medesimo lasso di tempo. Continua a leggere…

Geologia di una tavola a fumetti 2/2

Postati in Analisi, Graphic Novel con i tag , , , su 10/29/2010 da El_Pinta

Come abbiamo sottolineato nel momento in cui abbiamo proposto questa lettura della tavola, ci siamo attenuti, nell’effettuarla, ad una consuetudine che è tipica del testo letterario (prima si legge da sinistra a destra, poi si scende dall’alto verso il basso e si ricomincia), mentre nel caso del fumetto questo schema può essere ridiscusso e negato.

È nostra intenzione presentare qui una seconda lettura possibile della tavola, non sostituiva, bensì integrativa della lettura tradizionale presentata poc’anzi. Si tratta di una lettura che chiameremo verticale , leggeremo infatti le vignette seguendo prima la direttrice che va dall’alto verso il basso e poi spostandoci da sinistra a destra. Continua a leggere…

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.